domenica 31 agosto 2025

31 AGOSTO 2025

 EUROPA PARTE 1782 - Stati dell' Europa Parte 1674

SViZZERA  BQ

Economia f

Poste e telecomunicazioni

Il servizio postale è garantito essenzialmente da La Posta Svizzera (ted. Die Schweizerische Post, fr. La Poste Suisse, rom. La Posta Svizra), principale erede della Posta federale, creata il 1º gennaio 1849. Oggi La Posta, con sede a Berna, è un'azienda di diritto pubblico gestita con criteri d'efficienza (nel 2007 ha conseguito un utile di 909 milioni di franchi, 825 milioni nel 2008[126]), detiene il monopolio degli invii postali fino a 100 grammi. La sua rete di 2500 uffici postali copre capillarmente il territorio elvetico e gli enclavi di Campione e di Büsingen. La divisione PostMail assicura il servizio postale interno, con un servizio separato per le imprese; PostLogistics si occupa dell'invio di merci, operando principalmente con le aziende; PostFinance offre servizi di pagamento; mentre Swiss Post International si occupa degli invii all'estero. I principali fornitori di servizi di telecomunicazione sono Swisscom, una società anonima (presente nello SMI) controllata dalla Confederazione (che detiene il 52% del capitale azionario) e UPC Svizzera; entrambi offrono connessione internet basata su fibra ottica su gran parte del territorio nazionale. Oltre ai servizi di telefonia (Natel) assicura le connessioni internet a banda larga (DSL, dal 2007, VDSL e, dal 2012, VDSL2) su gran parte del territorio nazionale.

Teddy Reno - Un bacio a mezzanotte

sabato 30 agosto 2025

30 AGOSTO 2025

 EUROPA PARTE 1781 - Stati dell' Europa Parte 1673

SViZZERA  BP

Economia e

Trasporti 2

Secondo le cifre pubblicate a fine 2006 dall'Ustra (Ufficio federale delle strade) sono in servizio 1758,2 km di strade e semiautostrade (vedi autostrade e semiautostrade in Svizzera), ciò che corrisponde circa al 93% della rete pianificata. I tratti ancora in costruzione per ordine di importanza sono: A9 tra Sierre e Briga, in ValleseA16 "Transgiurassiana" Tavannes (BE) - Delémont (JU) - confine francese presso Boncourt (JU); A5 circonvallazione di Biel/Bienne (BE).
Per assicurare l'approvvigionamento di materie prime estere durante i due conflitti mondiali, la Svizzera si dotò di una piccola flotta mercantile. Le basi giuridiche per l'esistenza della bandiera svizzera sul mare sono state create durante la seconda guerra mondiale da una decisione del Consiglio federale del 9 aprile 1941. Benché gli impegni per costituire una marina mercantile risalgano già agli inizi dell'esistenza della Confederazione nel 1848, il 9 aprile 1941 è considerato come la data di nascita della flotta nazionale. Nel 1957 il diritto di emergenza del settore marittimo è stato sostituito dalla legge federale sulla navigazione marittima sotto bandiera svizzera. Pur non disponendo di un accesso diretto al mare, la Svizzera possiede una flotta mercantile composta di 23 navi per una capacità totale di trasporto di un milione di tonnellate circa, costituendo così la più grande flotta navale degli Stati senza sbocco sul mare.

Teddy Reno - Eine Reise ins Glueck

venerdì 29 agosto 2025

29 AGOSTO 2025

 EUROPA PARTE 1780 - Stati dell' Europa Parte 1672

SViZZERA  BO

Economia d

Trasporti 1

La rete di trasporti in Svizzera è molto ben sviluppata: le ferrovie coprono in modo capillare tutto il territorio. Gli autopostali collegano innumerevoli stazioni alle località più discoste. Il tariffario è unificato tra treni, autobus, battelli, funivie, ecc. Da una biglietteria automatica delle Ferrovie Federali Svizzere è possibile selezionare la maggior parte delle destinazioni, anche se fanno capo ad altre imprese di trasporti. Un sistema d'orario cadenzato fu istituito già negli anni settanta-ottanta.
Dal 2004, oltre all'apertura della ferrovia Mattstetten-Rothrist, tra Berna e Zurigo, un sistema di nodi in corrispondenza dei principali centri ha migliorato la connettività tra le regioni, nell'ambito del programma di ammodernamento chiamato Ferrovia 2000. La maggior parte dei treni di lunga percorrenza entrano in stazione nei 10 minuti precedenti o successivi l'ora in punto. È quindi possibile ripartire nei 10/15 minuti seguenti verso destinazioni regionali e locali. Sulle linee principali i treni transitano ogni mezz'ora. 
Nel 1998 è cominciata la realizzazione del progetto AlpTransit con la costruzione della galleria di base del San Gottardo (la più lunga al mondo, con i suoi 57 km), la quale, inaugurata ufficialmente il 1º giugno 2016 (in anticipo rispetto ai tempi previsti) alla presenza delle Autorità politiche nazionali e internazionali, ha dato il via al passaggio di treni merci. Dall'11 dicembre 2016 circolano ufficialmente anche i treni viaggiatori che da Bellinzona a Lucerna, in direzione Zurigo e Basilea risparmiano oltre mezz'ora, avvicinando ulteriormente il sud al nord dell'Europa. Il progetto comprende anche la galleria di base del Lötschberg di 34,6 km (linea Basilea-Milano via Berna-Sempione-Domodossola, vedi ferrovia Berna-Thun, Thunerseebahn, ferrovia del Lötschberg, ferrovia Briga-Domodossola), terza più lunga del mondo, inaugurata nel 2007 e la galleria di base del Monte Ceneri di 15,4 km, aperta al traffico alla fine del 2020, la quale ha ridotto ulteriormente i tempi di percorrenza da Milano a Zurigo, accorciando la tratta da Lugano a Bellinzona sulla ferrovia del Gottardo. Su richiesta del Canton Ticino è attiva anche la bretella Locarno-Lugano che, attraverso la galleria del Ceneri, serve anche a smaltire il traffico regionale ticinese, riducendo i tempi di percorrenza del tratto tra le due località da 55 a 22 minuti. Le NTFA (nuove trasversali ferroviarie alpine) sono un progetto molto dispendioso che è nato con l'intento di trasferire la maggior parte degli autocarri che attraversano il paese su rotaia e ridurre di conseguenza il traffico e l'inquinamento stradale.

Teddy Reno - Accarezzame


giovedì 28 agosto 2025

28 AGOSTO 2025

 EUROPA PARTE 1779 - Stati dell' Europa Parte 1671

SViZZERA  BN

Economia c

Energia

Lo sviluppo dell'economia energetica è stato analogo al resto dell'Europa. Ci sono tre periodi nella storia dello sfruttamento energetico. Prima della metà del XIX secolo, l'economia energetica era circoscritta all'ambito locale e impiegava soprattutto legname (industria del legno, carbonaia) e biomassa (lavoro umano e animale), risorse quindi in gran parte rinnovabili. In maniera limitata venivano anche sfruttate l'energia eolica per la navigazione e quella idrica, la torba e, dal XVIII secolo, anche il carbone indigeno. Dal 1860 per un secolo, la società industriale usava il carbone come principale fonte energetica, che doveva importare in grandi quantità.
Dal 1940 prese piede l'uso dell'energia idroelettrica, venne sfruttata grazie a centrali fluviali e alle prime grandi dighe, tra le quali alcune superiori ai 200 metri di altezza: Mauvoisin (1957), Grande Dixence (1961), Luzzone (1963) e Vogorno (1965); occupò comunque una percentuale limitata rispetto al carbone per quanto riguarda i consumi. Dopo gli anni 1960, la società dei consumi coprì il proprio fabbisogno energetico principalmente con il petrolio e il gas naturale e in misura minore con l'energia idroelettrica e il carbone e più tardi anche con l'energia nucleare (Gösgen, Leibstadt). La decisione di munirsi di centrali nucleari era stata determinata, durante il periodo della guerra fredda, dalla necessità di produrre uranio arricchito per la produzione di ordigni nucleari, atti alla difesa del paese da parte di paesi aggressori. Con l'occasione, furono pure approntati rifugi antiatomici, al fine di dare rifugio e accoglienza, limitati però a solo il 30% della popolazione medesima.
In seguito alla crisi petrolifera e al crescente inquinamento dell'ambiente si è ricorso anche a fonti energetiche alternative, sebbene in un modo limitato. I due assi portanti della politica energetica svizzera sono diventati la promozione delle energie rinnovabili e l'incoraggiamento dell'efficienza energetica.
Nel 2011, il governo svizzero si è prefissato di arrivare nel 2050 a una riduzione del 100% della produzione di energia nucleare, sostituendola con fonti pulite, senza però fissare obiettivi intermedi graduali.

Teddy Reno - Cchellalà


mercoledì 27 agosto 2025

27 AGOSTO 2025

EUROPA PARTE 1778 - Stati dell' Europa Parte 1670

SViZZERA  BM

Economia b


A Zurigo vi è la sede della borsa Svizzera, il SIX Swiss Exchange, che ricopre un ruolo molto importante in campo internazionale, soprattutto nel settore finanziario e nel commercio dell'oro. Con una capitalizzazione di circa 1 100 miliardi di dollari americani, il SIX Swiss Exchange è la quindicesima borsa del pianeta e la quinta in Europa (dopo l'Euronext, Londra, Madrid e Francoforte). Alla neutralità e all'isolazionismo politico della Svizzera fa da contrappeso la forte integrazione della sua economia con quella mondiale (in particolare con l'Unione europea). Le imprese svizzere, in parte grazie alla stabilità politica del paese, si sono internazionalizzate, soprattutto nella seconda metà del Novecento. Oggi la Svizzera annovera parecchie e dinamiche imprese transnazionali: Nestlé (alimentari), ABB (tecnologia per l'energia), Holcim (cemento), UBS e Credit Suisse (banche), Swatch e Rolex (orologi), Swiss Life e Swiss Re (assicurazioni), Novartis, Hoffmann-La Roche e Actelion (farmaci), Logitech (informatica), Lonza (biotecnologie), Synthes (ingegneria biomedica), Syngenta (fertilizzanti), Glencore (minerali). Inoltre, nonostante le ridotte dimensioni, la Svizzera si trova al centro dei grandi flussi monetari mondiali: nel 2010 è stata, in termini assoluti, il sesto Paese per investimenti effettuati all'estero (911,5 miliardi di dollari) e il decimo per investimenti esteri ricevuti (576,2 miliardi di dollari); in termini pro-capite è al primo posto.


Rosanna Fratello - Se t'amo t'amo

 

martedì 26 agosto 2025

REPLICA 4

L'estate sta finendo....  A settembre inizierà il tempo della vendemmia, delle degustazioni e delle eccellenze enogastronomiche.... 

Sua eccellenza il Vermut




lunedì 25 agosto 2025

25 AGOSTO 2025

 EUROPA PARTE 1777 - Stati dell' Europa Parte 1669

SViZZERA  BL

Economia a


La Svizzera è una stabile e moderna economia di mercato. Detiene il primato della libertà economica in Europa (2010) e il primato della competitività a livello mondiale (2009, 2010 e 2011). Fino alla prima rivoluzione industriale, l'economia elvetica si basava quasi unicamente sull'agricoltura, come nella larghissima maggioranza degli altri stati europei. Tuttavia le novità in campo tessile provenienti dal Regno Unito trovarono terreno molto fertile, questo permise al paese di diventare uno degli Stati più industrializzati d'Europa. Dall'industria tessile nacquero quella meccanica (iniziatasi con la produzione di telai meccanici) e quella chimica (nata dalla produzione di coloranti per i tessili). La Svizzera, nonostante le ridotte dimensioni del mercato interno, riuscì a cavalcare la seconda rivoluzione industriale: dall'industria meccanica nacque successivamente la meccanica di precisione, mentre dall'industria chimica nacque quella farmaceutica. Parallelamente, anche su pressione dei paesi vicini, la Svizzera si impegnò nella costruzione di linee ferroviarie che attraversavano il paese. La necessità di finanziare questi grandi progetti infrastrutturali stimolò la nascita delle grandi banche Bankverein (sorta nel 1854 dopo varie fusioni, era una delle antesignane della Schweizerischer Bankverein - Società di Banca Svizzera) e Credit Suisse (fondato nel 1856 su iniziativa di Alfred Escher con il nome di Schweizerische Kreditanstalt). Nel 1912 venne fondata la Schweizerischer Bankgesellschaft - Unione di Banche Svizzere, nata dalla fusione tra Bank in Winterthur e Toggenburger Bank. La fusione tra Unione di Banche Svizzere (UBS) e Società di Banca Svizzera (SBS) per creare l'odierna UBS avvenuta nel 1998 segnò una grande svolta nella storia dell'economia svizzera e della banca, che finalmente poteva competere con i leader mondiali di private banking, investment banking, private equity e wealth management.

Rita Pavone - Solo tu

domenica 24 agosto 2025

24 AGOSTO 2025

 EUROPA PARTE 1776 - Stati dell' Europa Parte 1668

SViZZERA  BI

Politica 

Politica Estera
La Svizzera e l'Unione europea

In generale la Svizzera affronta la politica europea, così come quella estera, con prudenza e pragmatismo. Dopo il fallimento di alcuni referendum su un'eventuale adesione (ma con margini molto ristretti: il primo di questi, sullo Spazio economico europeo nel 1992, venne respinto dal 50,3% dei votanti), la Svizzera ha scelto una via basata su accordi bilaterali con l'Unione europea. Nel 2000 un importante pacchetto di 7 accordi, rispettivamente su libera circolazione delle persone, trasporto aereo, trasporti terrestri, agricoltura, ostacoli tecnici al commercio, appalti pubblici e ricerca, ha avuto l'avallo popolare. Questo pacchetto di 7 accordi è tenuto insieme dalla cosiddetta clausola ghigliottina, ossia che se uno solo dei 7 accordi viene messo in discussione, cade l'intero pacchetto. Nel giugno del 2005 la Svizzera ha aderito agli accordi di Schengen, negoziandone l'attuazione pratica in modo da mantenere controlli saltuari alle frontiere, e reclamando un eventuale diritto di rescissione. Il 25 settembre 2005, un altro referendum ha esteso l'accordo della libera circolazione delle persone ai 10 Paesi entrati nell'UE nel 2004 (il referendum riguardava solo questo accordo, in quanto gli altri 6 si erano già automaticamente estesi ai nuovi Paesi).
Il 26 novembre 2006, sulla scia delle trattative bilaterali in corso, un ulteriore referendum ha permesso l'approvazione della "Legge federale sulla cooperazione con i Paesi dell'Est": tale legge funge da base legale per il versamento di un miliardo di Franchi svizzeri (650 milioni di Euro), che avviene a tappe nell'arco di 10 anni, dal 2006 al 2016, a sostegno dello sviluppo sociale ed economico dei 10 Paesi che hanno aderito all'UE nel 2004. Il 12 dicembre 2008 la Confederazione è entrata nell'area Schengen come 25º Paese. Da allora non vi è più nessun controllo alla frontiera per le persone, mentre sono stati mantenuti i controlli per le merci. L'8 febbraio 2009 il popolo svizzero è stato chiamato a rispondere attraverso un referendum alla domanda se allargare l'accordo sulla libera circolazione delle persone anche alla Romania e alla Bulgaria e al rinnovo dello stesso accordo con gli altri stati Europei; il risultato è stato positivo con il 59,6% di preferenze.

Rita Pavone - Fortissimo

 

sabato 23 agosto 2025

23 AGOSTO 2025

  EUROPA PARTE 1775 - Stati dell' Europa Parte 1667

SViZZERA  BH

Politica 

Politica Estera



La politica estera della Svizzera è improntata da cinque secoli (dal 1515) alla neutralità. Questo non ha impedito di sviluppare, soprattutto negli ultimi anni, una politica estera attiva, tesa ad appianare le divergenze fra stati terzi ("i buoni uffici"), a promuovere attivamente i diritti umani e a garantire le basi naturali della vita (l'impegno per lo sviluppo e l'affermazione di un sistema ambientale internazionale). Oltre a ospitare la sede delle Nazioni Unite, la Svizzera è la patria e la sede di due grandi organizzazioni internazionali: la Croce Rossa, fondata a Ginevra, e il World Wildlife Fund (WWF), fondato a Zurigo, ma con sede a Gland, nel Canton Vaud. Nel 1960 la Svizzera ha dato vita all'Associazione europea di libero scambio (AELS), ne è tuttora membro insieme con la Norvegia, il Liechtenstein e l'Islanda. Nel 1963 la Svizzera ha aderito al Consiglio d'Europa e nel 1975 all'Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (OSCE). Membro anche dell'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OECD), nel 1992 la Confederazione è entrata a far parte del Fondo Monetario Internazionale (FMI) e nella Banca Mondiale (WB). Il 10 settembre 2002, con l'approvazione popolare, la Svizzera è entrata a far parte dell'Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU), come centonovantesimo Stato.


Rita Pavone - Come te non c'è nessuno

venerdì 22 agosto 2025

22 AGOSTO 2025

  EUROPA PARTE 1774 - Stati dell' Europa Parte 1666

SViZZERA  BG

Politica 

Politica interna b

Amministrazione pubblica

A livello federale l'amministrazione pubblica svizzera risulta divisa in sette dipartimenti (ministeri), alla guida dei quali si trovano i sette consiglieri federali:Albert Rösti (UDC) al Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Elisabeth Baume-Schneider (PS) al Dipartimento federale dell'interno;
Ignazio Cassis (PLR) al Dipartimento federale degli affari esteri;
Guy Parmelin (UDC) al Dipartimento federale dell'economia, della formazione e della ricerca.
Martin Pfister (AdL) al Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport;
Karin Keller-Sutter (PLR-LR) al Dipartimento federale delle finanze e presidente;
Beat Jans (PS) al Dipartimento federale di giustizia e polizia.
Sempre a livello federale il potere legislativo è esercitato da due camere, il Consiglio Nazionale e il Consiglio degli Stati. I cantoni svizzeri mantengono gran parte della loro sovranità. In alcuni piccoli cantoni (Appenzello, Glarona e Untervaldo) è ancora in vigore la pratica della Landsgemeinde: l'assemblea dei cittadini si riunisce all'aperto e vota per alzata di mano.
Il budget dell'amministrazione pubblica viene deciso dal Parlamento che, in caso di aumento delle imposte, deve obbligatoriamente sottoporre la richiesta al popolo svizzero attraverso un referendum. Nel 2009 nelle casse federali sono entrati circa 63 027 milioni di franchi e sono stati spesi circa 58 552 milioni di franchi (la differenza è stata accantonata per ridurre ulteriormente il debito pubblico).

Rita Pavone - Questo nostro amore

giovedì 21 agosto 2025

21 AGOSTO 2025

  EUROPA PARTE 1773 - Stati dell' Europa Parte 1665

SViZZERA  BF

Politica 

Politica interna a

Democrazia diretta

In Svizzera la democrazia ha forma sia diretta sia rappresentativa. La fusione delle due forme non è una caratteristica unica della Svizzera, ma rispetto agli altri paesi ciò è accentuato. I cittadini possono sia proporre leggi sia respingere leggi già approvate dal parlamento.
Sono presenti numerosi metodi per consultare il popolo, a livello federale, a seconda della questione:Iniziativa popolare per la revisione totale della Costituzione federale. 100 000 aventi diritto di voto possono proporre la revisione totale della Costituzione e tale revisione è obbligatoriamente sottoposta al Popolo per approvazione.
Iniziativa popolare per la revisione parziale della Costituzione federale elaborata. 100 000 aventi diritto di voto possono chiedere la revisione parziale della Costituzione presentando un progetto di legge elaborato; tale revisione è sottoposta al voto del Popolo e dei Cantoni.
Referendum obbligatorio. Devono essere approvate dal voto del Popolo e dei Cantoni le modifiche della Costituzione, i trattati internazionali, gli aumenti o le diminuzioni d'imposte, l'introduzione di nuove imposte e le leggi federali dichiarate urgenti.
Referendum facoltativo. Se 50 000 aventi diritto di voto od otto Cantoni (repubbliche federate della Svizzera) ne fanno richiesta sono sottoposti al voto del Popolo: le leggi federali, le leggi federali dichiarate urgenti (con durata di validità superiore a un anno), i decreti federali e i trattati internazionali.

Rita Pavone - Il geghegé

mercoledì 20 agosto 2025

20 AGOSTO 2025

 EUROPA PARTE 1772 - Stati dell' Europa Parte 1664

SViZZERA  BE

Ordinamento dello Stato f

Forze armate 2

L'esercito svizzero è nel complesso poco costoso: nel 2010 la Confederazione ha speso circa 4,141 miliardi di franchi per la difesa, che rappresentano lo 0,8% del PIL svizzero. Nell'Esercito svizzero il grado di generale viene attribuito solo in caso di guerra, quando il Consiglio federale dichiara la mobilitazione. Dopo la guerra del Sonderbund, quando venne eletto generale Guillaume-Henri Dufour, sono state dichiarate tre altre mobilitazioni: in occasione della guerra franco-prussiana nel 1870 (venne eletto generale Hans Herzog), all'inizio della prima guerra mondiale (generale Ulrich Wille) e nel settembre 1939, in seguito all'attacco alla Polonia da parte della Germania (generale Henri Guisan). In ossequio alla sua neutralità la Svizzera non partecipa ai conflitti militari esteri, militi disarmati possono tuttavia essere impiegati in missioni di pace: soldati svizzeri svolgono, per esempio, missioni di sorveglianza al confine fra le due Coree. Nel 1992 e 2007 si sono verificate — in entrambi i casi per sbaglio — due invasioni accidentali del Liechtenstein.

Nel 2010 il Servizio di Informazione Strategico (SND in tedesco, SRS in francese) e il Servizio di Analisi e Prevenzione (DAP in tedesco, SAP in francese) sono stati raggruppati nel Servizio delle attività informative della Confederazione (ted. Schweizer Nachrichtendienste, fr. Services de renseignements suisse). I compiti del servizio di informazione sono: le indagini sul terrorismo e sulla proliferazione di armi non convenzionali, la prevenzione di attacchi contro le infrastrutture e la raccolta di informazioni sensibili. Dal 2000 il Dipartimento militare gestisce anche il sistema di intercettazioni Onyx. Ricevitori per l'ascolto e il vaglio del traffico di informazioni sono posizionati nella località di Zimmerwald (BE), Heimmenschwand-Buchholterberg (BE) e Leuk (VS).


Rita Pavone - Che m'importa del mondo

martedì 19 agosto 2025